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16 febbraio

Mi chiedono: “Quindi Nicola, cosa proponi per il futuro dell’Abruzzo?” E io rispondo: apriamo un cartina geografica.
La nostra posizione è il nostro futuro.
La nostra vocazione industriale è la nostra salvezza.

L’area industriale di San Salvo insieme ai porti di Vasto e di Ortona può diventare il terminale di un innovativo hub della logistica del Mediterraneo capace di unire occidente o oriente.

La Valley dell’Automotive tra Atessa e Termoli è ormai una realtà consolidata.

I due stabilimenti sono chiamati per i prossimi tre decenni a collaborare in modo strategico.

Gli 2,5 miliardi di euro di investimenti per la prima Gigafactory italiana di batterie in Molise garantiranno un futuro anche allo stabilimento Sevel di Atessa.

L’Abruzzo ospita lo stabilimento di assemblaggio di veicoli commerciali con motori elettrici più importante d’Europa.

Questo pezzo d’Abruzzo si trova dentro una delle dinamiche economiche più decisive del secolo: quella della transizione energetica.

Il nostro territorio è dunque il centro geografico di questa Valley dell’Automotive del futuro se consideriamo anche le nostre eccellenze industriali come Denso e Pilkintong.

Questo processo va guidato con sapienza e visione. Con capacità di dialogo e collaborazione fra istituzioni.
Il nostro territorio deve avere in Regione una voce forte e capace. Perché il futuro dell’Abruzzo passa da qui.
Dalla nostra città, dal nostro territorio, dalle nostre scelte.

Quindi?
Quindi Argirò.